Quando si guarda la base d'asta di un immobile, è facile pensare che quello sia il prezzo da pagare. È l'errore più comune e più costoso. Partecipare a un'asta comporta spese che vanno oltre il prezzo di aggiudicazione, che molti scoprono solo dopo.

Le spese per partecipare

La cauzione. In genere una percentuale del prezzo offerto. Non è un costo «perso»: se non ti aggiudichi viene restituita, se ti aggiudichi viene scalata dal prezzo. Tuttavia devi averla disponibile al momento dell'offerta.

Costi della procedura telematica. Piccole spese tecniche legate alla presentazione digitale.

Le spese dopo l'aggiudicazione

Imposte di trasferimento. L'importo dipende dalla tipologia dell'immobile e dalla situazione dell'acquirente (es. agevolazioni prima casa). Una delle voci più rilevanti.

Spese di cancellazione di ipoteche e pignoramenti. Le iscrizioni gravanti sull'immobile devono essere cancellate: le spese possono ricadere sull'acquirente.

Spese condominiali arretrate. In determinati casi l'acquirente può essere chiamato a farsene carico per una parte.

I costi «invisibili» da non dimenticare

Lavori di ristrutturazione. Spesso la voce che ribalta la convenienza apparente. Un immobile «economico» da ristrutturare interamente può costare più di uno già abitabile.

Sanatorie per abusi. Se la perizia segnala difformità sanabili, la regolarizzazione ha un costo.

Costi della liberazione. Se l'immobile è occupato.

Assistenza professionale. Un costo trasparente che, evitando errori più cari, si ripaga ampiamente.

"Il prezzo di un immobile all'asta non è la base d'asta. È la base d'asta più tutto il resto. Chi calcola solo il primo numero, prima o poi paga il conto del secondo."

Come calcolare il costo reale

Costruire un prospetto completo prima di offrire, sommando: prezzo previsto + imposte + cancellazione + arretrati + lavori + sanatorie + liberazione + assistenza. Solo questo totale ti dice quanto ti costa davvero l'immobile.