Il fascino delle aste immobiliari sta tutto in una promessa: comprare casa a un prezzo inferiore al valore di mercato. Ma quanto si risparmia davvero? La risposta onesta è che il risparmio esiste ed è spesso significativo, ma non è automatico: dipende dall'immobile, dalla concorrenza e soprattutto da quanto correttamente hai calcolato i costi reali.
Da dove nasce il risparmio
Il risparmio nelle aste ha un'origine precisa: gli immobili vengono venduti con l'obiettivo di chiudere una procedura, e il prezzo base parte da una valutazione che, dopo eventuali tentativi andati deserti, può ridursi progressivamente. A questo si aggiunge il fatto che molti potenziali acquirenti restano alla larga per paura, riducendo la concorrenza.
Il risparmio reale: come si calcola
Il risparmio non si misura sulla base d'asta, ma sul costo totale dell'operazione rispetto al valore di mercato dell'immobile libero e in regola:
Risparmio reale = Valore di mercato − (Prezzo aggiudicazione + spese + lavori)
Un esempio concreto
Appartamento con valore di mercato stimato in 130.000 €, aggiudicato a 85.000 €. A prima vista il risparmio sembra di 45.000 €. Conto completo:
- Imposte e spese di trasferimento: 6.000 €
- Spese condominiali arretrate: 3.000 €
- Lavori per rimetterlo a nuovo: 12.000 €
Costo totale: ~106.000 €. Confrontato con il valore di mercato di 130.000 €, il risparmio reale è di circa 24.000 €: meno dei 45.000 «apparenti», ma un vantaggio concreto.
Quando il risparmio è più alto
- Immobili liberi o con occupazione facilmente gestibile.
- Immobili in regola dal punto di vista urbanistico.
- Aste con poca concorrenza.
- Immobili in buone condizioni.
- Zone con domanda solida.
Quando il risparmio si riduce
Abusi da sanare, debiti consistenti, occupazioni complesse, immobili da ristrutturare profondamente. Un'asta molto contesa può far salire il prezzo e ridurre il vantaggio.
